Parrocchie dei Ss. Quirico e Paolo e San Lorenzo
Piazza San Paolo, 9 - 12063 DOGLIANI (CN)
Tel. 0173-70188
E -mail: segreteria@parrocchiedogliani.it



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Chiesa parrocchiale
dei SS. Quirico e Paolo

 

 


Notizie sulla Chiesa

UBICAZIONE:

Nel cuore del centro storico, in Piazza San Paolo, antico Prato del Convento.
E’ alta 54 metri (cupola), lunga 46 e larga 23.

STORIA:

a) le vicende che portarono alla sua costruzione.
La Chiesa Parrocchiale di Dogliani Borgo, nel tempo, ha avuto una storia travagliata: fino al Cinquecento, esisteva una Parrocchiale di San Quirico ove oggi si trova il vicolo omonimo (vicino a Piazza Carlo Alberto);  all’inizio del Seicento fu edificata nel sito della vecchia chiesa di San Paolo, corrispondente all’attuale edificio del Cinema – Teatro (è rimasta intatta solo la facciata, dal lato di Via XXXI Luglio), ma alla fine del Settecento era nuovamente pericolante; nel 1801 Napoleone stabilì la soppressione del Convento dei Carmelitani, che si trovava dove ora c’è il Palazzo Comunale (l’androne di accesso era la navata sinistra) e che conteneva una chiesa discretamente grande costruita nel secolo XVI.
Si decise allora, nel 1801, di trasferire la parrocchiale presso la Chiesa del Carmine.
Però, nella seconda metà dell’Ottocento, Dogliani diventò un centro urbano di grande importanza, superava abbondantemente i 5.000 abitanti, e su di esso gravitava gran parte della Langa (che, a quei tempi, era molto popolata); la Chiesa del Carmine, pertanto, si rivelò assolutamente insufficiente per le esigenze della popolazione, cosicché si pensò a costruire una nuova Chiesa, più grande.
 
b) la costruzione
La costruzione di un tempio così maestoso fu possibile grazie alla generosità dei Doglianesi e, soprattutto, di un grande architetto locale, Giovanni Battista Schellino.
Lo Schellino,  grande personaggio eclettico riscoperto solo recentemente e festeggiato quest’anno a 100 anni dalla scomparsa, progettò la Chiesa, che si iniziò a costruire nel 1859, sotto la sua direzione e con la collaborazione del signor Boggio Pietro, capomastro biellese ma domiciliato a Dogliani.
Se l’insigne architetto dimostrò la sua grande generosità non solo lavorando sempre gratuitamente, ma – come ricorda la lapide in fondo alla Chiesa - contribuendo spesso in modo cospicuo anche alle spese, la risposta della popolazione doglianese non fu da meno: le memorie scritte (ma anche quelle tramandate dai nostri nonni) parlano di tantissimi carri che, a titolo assolutamente volontario, portavano pietre e materiale per la costruzione (si arrivò a contarne novanta), mentre le donne, d’inverno, filavano a beneficio della costruzione.
Tuttavia, tanta generosità non sarebbe assolutamente bastata per un impegno così grande: è vero che la progettazione e il lavoro erano gratuiti, ma le spese vive per la costruzione e gli arredamenti erano ancora ingenti: 400.000 lire (dell’epoca!). Di esse, secondo l’autorevolissima confessione dello stesso Schellino, ben 350.000 provenirono “dalle labra e dalla mano dello zelante sacerdote”, ovvero del parroco Don Alfonso Drochi, di origine murazzanese (ricordato a Murazzano in una via cittadina e a Dogliani in una grande lapide in fondo alla Chiesa di San Paolo, sul lato sinistro).
E così, grazie alla generosità del progettista, dei fedeli e del parroco, esattamente 11 anni dopo l’inizio dei lavori, nel 1870, la Chiesa era terminata.
Il 29 giugno 1870, mons. Anglese di Torino (il vescovo di Mondovì si trovava a Roma per il Concilio Vaticano I) aprì solennemente le porte della Chiesa che, ovviamente, fu intitolata ai Ss. Quirico e Paolo, in segno di continuità con le precedenti chiese parrocchiali di Dogliani Borgo.
Nel 1883 si inaugurò il grandioso organo costruito dai fratelli Vittino di Centallo,  premiato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884 e restaurato nel 2001 dalla ditta Krengli di Novara.

c) i principali lavori successivi alla costruzione
Il 31/8/1885, a pochi anni dalla costruzione, un violentissimo temporale divelse la copertura in rame della cupola, che venne subito ricostruita e completata negli anni 1886-1887.
Nel 1887 si costruì la bussola e l’orchestra, realizzati (realizzate dall’Opificio Volpe di Dogliani) e si allestì la sacrestia.
Nel 1939, con l’intento di abbellire ulteriormente la Chiesa per ospitare il Congresso Eucaristico, venne rifatto in marmo l’Altare Maggiore ma, purtroppo, in questa circostanza, andò perduta la maestosa statua di San Paolo del Brilla che dominava l’altare precedente.
Nel 1960, grazie al sostegno dei doglianesi e all’interessamento del Presidente Luigi Einaudi, si rifece completamente la copertura della cupola, danneggiata dalle intemperie
Negli scorsi decenni si è provveduto a decorare l’abside, le pareti laterali e le colonne ad opera del pittore doglianese Giovanni Albesiano.
In questi ultimissimi anni è stato completamente rifatta la copertura del tetto, sostituendo o riparando migliaia di tegole, si è rifatto l’impianto elettrico per adeguarlo alle nuove norme , si è provveduto al restauro dei confessionali (2004) e, nel 2005, al restauro di tutti i  banchi in noce antica presso la ditta Genuflex di Treviso.
Nel 2006 a motivo di grosse perdite del riscaldamento a pavimento, si è provveduto a risanare completamente la chiesa (sostituendo il vecchio riscaldamento a pavimento con un nuovo impianto più funzionale ed efficiente si è costruito un nuovo pavimento formato da marmo bianco di Carrara e grigio Bardiglio.

ELENCO DELLE PRINCIPALI OPERE D’ARTE CONTENUTE:

Entrando in chiesa alla sinistra:
Artistico battistero del Quadrone.
Gruppo ligneo di angeli che sorreggono il quadro della Madonna del Buon Consiglio.
Statua lignea di San Giuseppe del Roasio (‘800) e quindi la tela della Confraternita della Carità (1600), con la Trinità, la Vergine Santissima, San Pietro e San Paolo, San Giuseppe, San Giovanni, paesaggio del 1600, angelo che porge due anime, alcune anime purganti, la scritta “Charitas me fecit”. Era a San Quirico e proveniva dalla Confraternita della Carità.
Tela laterale dell’Hartmann raffigurante Maria presentata al tempio.
Grande tela della Sacra Familia (fine ‘800).
Seconda tela laterale dell’Hartmann raffigurante lo sposalizio di san Giuseppe.
Madonna del Carmine con santi (Santa Teresa, Santa Caterina, San Giuseppe, San Giovanni) risalente al 1600, recuperata dalla vecchia sacrestia e restaurata dall’Albesiano.
Statua del Brillà (Padre Appiani o padre Vassallo), inizio 1900.

Entrando in chiesa alla destra:
Statua di Sant’Antonio da Padova.
Affresco raffigurante Santa Teresa Davila proveniente dalla facciata del vecchio convento.
Statua di Maria Ausiliatrice.
Statua del Sacro Cuore di Gesù (Val gardena - inizio 1900)
Quadro della Vergine, Sant’Anna, San Francesco e un santo carmelitano che porta libro e pastorale. Con molta probabilità proviene dalla Pieve.
Tela del Toscano: visitazione di Maria alla cugina Elisabetta.
Gruppo scultoreo del Brillà con la tela della Madonna del Buon Consiglio di Luigi Barne, pittore di sua maestà Sarda. Roma 20 aprile 1835.
Tela del Toscano: Gesù presentato al tempio.
Quadro delle anime: Vergine con San Domenico, il carmelitano beato Simone Stock e le anime del purgatorio (fine ‘800).
Statua del beato Giovenale Ancina realizzata dal Brillà (inizio’900).

Area presbiteriale:
Antico crocifisso ligneo settecentesco.
Gruppo ligneo raffigurante la Madonna col bambino.
Madonna con il bambino e santi (San Giuseppe, San Giacomo, San Francesco di Sales, San Giovanni Nepomuceno). Scuola piemontese, secolo XVIII della cappella del Borra.
Copia della tela “La caduta da cavallo” del Caravaggio, opera del Dott. Marcellino Massari (2009).
Statua lignea di san Paolo (Val Gardena, 1971).
Altare a due pannelli: due semicolonne con motivi floreali (artigianato doglianese di fine ‘800). I due pannelli (fine’500) con san Pietro e San Paolo provengono dall’Abbazia di san Frontiniano ad Alba. Il tutto restaurato nel 1972.
Ambone per la Parola di Dio con un pannello del ‘500 con lo stemma dell’abbazia. Restaurata anch’esso nel 1972
Ambone per la preghiera dei fedeli e animazione con due pannelli del ‘500: San Frontiniano e Clemente VIII. Le colonne risalgono al 1800 e anche quest’ultimo è stato restaurato nel 1972.

Sono di particolare interesse artistico :
Le quattordici stazioni della via Crucis di Gaetano Previati, acquistate nel 1968 dalla famiglia Borra di Carignano, Provenienti dalla galleria “Pesaro” di Milano. Quattordici disegni a punta d’argento su traccia fotografica (donata alla parrocchia da Marina Fracchia).
Il grandioso organo dei fratelli Vittino costruito nel 1883. Presentato all’esposizione nazionale di Torino nel 1884 fu premiato con medaglia d’oro. Inaugurato il 31 maggio 1885. Restaurato dalla ditta Krengli di Novara nel 2001

 

Gli Angeli Crociferi: la storia, il restauro e l'inaugurazione