Parrocchie dei Ss. Quirico e Paolo e San Lorenzo
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Cappella di Sant'Eleuterio

 

 


Notizie sulla Cappella

Si trova a due km dal centro, in località Taricchi, al bivio delle strade per Murazzano e Farigliano.
Questa piccola cappella ha origini molto antiche, come risulta da un documento del 1761, in cui Giuseppe Marsengo, a nome del quartiere, chiedeva al Vescovo di benedire la nuova cappella appena eretta in sostituzione della precedente, andata in rovina. Nel 1873, l’architetto Schellino progettò e fece realizzare un elegante viadotto che collegava l’altura della cappella con la collina dirimpetto (dei Taricchi). Attorno al 1950, la Provincia di Cuneo fece abbattere l’opera schelliniana per allargare e abbassare la sottostante strada provinciale.

 

2015

RESTAURATO L’ANTICO AFFRESCO DELLA FACCIATA DELLA CAPPELLA DI SANT’ELEUTERIO


Dogliani Restaurare un’opera d’arte significa permettere a coloro che verranno in futuro di godere di un’espressione artistica così come fu concepita e realizzata. È però altrettanto doveroso far conoscere al più ampio numero possibile di contemporanei l’intervento compiuto, affinché si possa godere nell’immediato delle primitive bellezze e armonie ritrovate. Questi sono stati i principi che hanno portato all’opera di restauro dell’affresco sulla facciata della cappella di S. Eleuterio, nonché della scritta posta nel timpano.  Questo progetto di restauro è stato portato a termine con professionalità e scrupolosa attenzione dalla restauratrice dott.ssa Luisa Torrero di Mondovì, la quale  ha riportato alla luce i colori originali del dipinto e della scritta risalenti molto probabilmente al XVIII secolo. Il pittore originale resta sconosciuto e ci sono alcuni particolari che vanno ben osservati e che rendono unica la rappresentazione e dunque ancora più preziosa: l’immagine raffigura il Santo Papa Eleuterio in abiti pontificali con il bastone pastorale tipico dei pontefici dell’antichità, chiamato ferula. A differenza dei comuni bastoni pastorali simili al vincastro ossia ricurvi, la ferula all’estremità superiore presenta una croce a due o tre braccia che stava ad indicare il potere temporale del pontefice. A dire la verità S. Eleuterio, per motivi storici, non avrebbe certamente portato questo simbolo, ma nell’iconografia dei Santi Pontefici è diventato un emblema di riconoscimento importante. Il Santo è inginocchiato in adorazione della Vergine Maria assisa sulle nubi, mentre tiene in braccio il Bambino Gesù entrambi con una corona in testa. Dando uno sguardo al testo del 1922 dell’arciprete C. Gastaldi “La parrocchia di San Lorenzo ed il Santuario della Madonna delle Grazie” così scriveva sulla storia della cappella: «A poco meno di 1 Km dalla parrocchia, sull’orlo della via provinciale Dogliani-Farigliano , sorge accanto al ponte omonimo, la Chiesetta di Sant’Eleuterio, Papa e Martire, lunga m. 5 e larga m. 4. Quantunque non si conosca il tempo della sua erezione, ne comprova l’antichità il fatto che fin dal 1761 certo Giuseppe Marsengo, a nome anche dei proprietari, domandava al Vescovo di delegare un Sacerdote a benedire la Cappella di Sant’Eleuterio, la quale essendo prima andata in rovina, era stata allora ricostruita a spese dei proprietari circostanti. Il Vescovo, Mons. Giuseppe Filippo Porporato, con suo decreto del 31 Luglio 1761, delegava per detta benedizione l’Arciprete di S. Lorenzo, G. Manuelli, e la Chiesa veniva così restituita al culto» (pag. 74). Questa notizia attesta dunque l’importanza storica di questo piccolo edificio di culto intitolato ad un Santo molto particolare e per questo anche poco conosciuto poiché, per la sua provenienza è più venerato nella Chiesa Orientale. Di origine greca, Eleuterio nacque a Nicopoli nell'Epiro, fu diacono sotto Papa Aniceto e a sua volta divenne Papa dal 175 al 189. Dopo il martirio probabilmente fu sepolto in Vaticano, vicino alla tomba di San Pietro. Il suo pontificato fu segnato da movimenti ereticali: tra di essi il montanismo, che sosteneva l'imminente fine del mondo accanto a un forte rigore morale. Eleuterio fu tollerante onde evitare una scissione fra i cristiani. Invece contro i marcioniti, che ammettevano tre principi e tre battesimi e contro gli gnostici emanò un decreto nel quale, tra l'altro, si autorizzavano i cristiani a cibarsi con qualsiasi alimento, superando così la distinzione tra cibi puri ed impuri. Il Martirologio Romano (ed. 2004) di lui riporta: «A Roma Sant'Eleuterio, Papa e martire, il quale convertì alla fede di Cristo molti nobili romani, e mandò nella Gran Bretagna Damiano e Fugazio, i quali battezzarono il Re Lucio, insieme a sua moglie e a quasi tutto il popolo».  L’etimologia del suo nome dal greco significa “uomo libero” o “liberatore” ed è stato il tredicesimo Papa della storia.
Questo lavoro di restauro ha riportato all’antico splendore un’immagine che era davvero bisognosa di un intervento, per cui vivamente si ringrazia l’Associazione “Amici di Sant’Eleuterio”, che ha promosso e desiderato il recupero di quest’opera d’arte, con il suo presidente Beppe Taricco oltre allo sponsor Sig. Enrico Denegri.

Prof. Claudio Daniele

Foto prima del Restauro

Foto dopo il Restauro