Parrocchie dei Ss. Quirico e Paolo e San Lorenzo
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Piloni del Rosario

 

 


Notizie sui Piloni

Sono detti comunemente “i piloni dello Schellino”: 14 in tutto, che partendo dal piazzale antistante l’ingresso monumentale del Camposanto, anch’esso opera dell’arch. G.B. Schellino, si snodano lungo la vecchia Strada della Riviera (ora strada statale per Montezemolo) fino al Santuario della Madonna delle Grazie.

1872 «Cominciata la costruzione dei 14 piloni rappresentanti la vita di Gesù Cristo, lungo la stradale della Madonna delle Grazie».
All’arciprete Sebastiano Garelli è dovuta «l’erezione dei 15 piloni che fiancheggiano la strada provinciale dal Castello al Santuario, e sono quasi tutti equidistanti, in modo che camminando a passo ordinario c’è il tempo sufficiente per la recita di un Pater e di una decina di Ave Maria dall’uno all’altro e per la meditazione del relativo mistero».
Il Santuario della Madonna delle Grazie rappresentava la quindicesima “Stazione del Rosario”.
«I 14 piloni sono tutti tra loro diversi: lo stile richiama il soggetto rappresentato, nel disegno tozzo oppure leggiero, vibrante, aereo, nelle reminescenza auliche oppure esotiche. A metà della salita, sul bivio per Farigliano, compara appollaiata in alto la chiesetta barocca di S. Eleuterio… Salendo ancora per la strada della Riviera, l’episodio dei piloni, ritmato e insistito, diventa più evidente, nel paesaggio scosceso e libero della Langa: per concludersi così tra i vigneti, nel Santuario della Madonna delle Grazie».

Affrescati originariamente dal pittore monregalese Prof. Toscano, che operò ripetutamente a Dogliani sul finire del secolo scorso, furono restaurati una prima volta nel 1935 e successivamente nel 1982 su iniziativa degli arcipreti di san Lorenzo don Alessandro Neri e don Giovanni Lingua.
Nel primo caso, essendo andati quasi totalmente distrutti gli affreschi originali del Toscano, gli stessi vennero rifatti ex-novo da Albesiano che operò su precisa indicazione di Mons. Giovanni Dadone, all’epoca curato a Farigliano e futuro Vescovo di S. Severina in Calabria e poi di Fossano.
Anche nel secondo caso si trattò di un intervento radicale ed impegnativo, compiuto sotto l’egida della Sopraintendenza e con la collaborazione della Provincia, che provvide addirittura allo spostamento di alcuni di essi per consentire l’allargamento stradale.

(testo tratto da “I piloni votivi nel Doglianese” - 1998)