Parrocchie dei Ss. Quirico e Paolo e San Lorenzo
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Cappella della Pieve
Chiesa dell'Annunziata

 

 


Notizie sulla Cappella

È la chiesa più antica di Dogliani, risalente probabilmente al VII sec., edificata sul sito del primo insediamento romano nella vallata del Rea come testimoniano numerosi ritrovamenti di lapidi e di necropoli d’età romana d’inizio del 1° sec. d.C.
Tracce d’incendi nei muri perimetrali più antichi ci fanno pensare ad una sua probabile distruzione tra la fine ‘800 e la prima metà del ‘900 durante le scorrerie operate dagli Ungheri e dai Saraceni.
Fondata dai monaci benedettini, fu più volte ricostruita ed il suo nome, così come quello di Dogliani, compare per la prima volta in  una bolla del 1095 del Papa Urbano II: «…ecclesia S. Maria in potestate Doliana», dalla quale si apprende che la chiesa dipendeva dalla Canonica di Oulx, cui era stata donata dai Marchesi di Susa, padroni di Dogliani. nel 1120 era già passata all’Abbazia di Ferrania, fondata al Cairo nel 1097da Bonifacio Marchese del Vasto, che aveva conquistato Dogliani (nell’archivio dell’Abbazia di Ferrania esistono molti documenti ancora inediti che la riguardano).
Nel 1322 passò ai Marchesi di Saluzzo che la cedettero nel 1377 agli Scarampi, ricca famiglia di banchieri astigiani coi quali il Comune di Dogliani sostenne lunghissime liti che durarono fino alla metà del Settecento.
Nel 1687 fu interamente ricostruita nella forma attuale con tre altari ed antistante portico (“Capitolazione stipulata fra il Priore Gio. Antonio Orta, rappresentante dell’Abate Scarampi e Francesco Rocha, mastro da muro di Cherasco”).
Nel 1792 Vittorio Amedeo di Savoia, con consenso del Papa, riuscì a sottoporre ai tributi i beni ecclesiastici (riforma che porta la firma del doglianese Conte Giuseppe Ignazio Corte di Bonvicino, Gran Cancelliere del re)  e così anche i beni della Pieve entrarono nel diritto comune e nei Registri Catastali 1789 – 1893, compare la Commenta della Pieve con giornate 323.
Con l’occupazione francese del 1796 la Commenda della Pieve fu tra le più tassate (1500) assieme al Convento del Carmine (1700) ed entrambi furono soppressi all’inizio del 1800 e la Cappella della Pieve con i suoi beni e le sue cascine venne smembrata e passò di mano in mano a molti proprietari locali, tra cui la famiglia Cillario, Galvagno, Bosio, Fracchia e ai Montaldo che nel 1920 consentirono la riapertura della Chiesa al culto e la nomina di un consiglio d’amministrazione degli abitanti del quartiere.
Chiesa, Palazzo e cascina furono poi acquistati dalla famiglia Grasso, poi Chionetti ed infine, negli anni ’60 dalla famiglia Gaiero, attuale proprietaria.
Tra le testimonianza artistiche che conserva al suo interno, il pregevole altare ligneo del seicento con colonne tortili alla cui base è scolpito lo stemma del comune di Dogliani e la stupenda pala d’altare raffigurante la scena dell’Annunciazione.