Data Bollettino : Settembre 2003

 

Autore :

 

Argomento : Vita della comunità

 

Titolo :  giovedì 28 agosto: tutta Dogliani con il vescovo prega a San Quirico dopo il furto sacrilego

 

Sottotitolo :

 

giovedì 28 agosto alla presenza del Vescovo

Tutta Dogliani in processione per restituire alla Madonna le corone rubate

 

C’erano proprio tutti giovedì sera al Santuario di San Quirico: il vescovo Mons. Luciano Pacomio, il parroco con alcuni sacerdoti, il sindaco e l’intera amministrazione comunale, i rappresentanti di tutte le associazioni doglianesi con i rispettivi gonfaloni e, soprattutto, tutta la comunità doglianese, per riparare al gesto sacrilego perpetuato nella notte del 13 agosto nel Santuario di San Quirico e per restituire alla Madonna le corone rubate.

Dopo l’intronizzazione della parola in piazza San Paolo, il saluto da parte di Don Luigino, si è snodata la lunga processione per via Vittorio Emanuele, Piazza Carlo Alberto, via Corte, via Gen. Martinengo e via Monviso.

Nella piazza antistante il Santuario, completamente illuminata a cura del comitato di San Quirico, la gente ha preso posto sulle sedie e ai lati, tanto da trasformare il vasto spazio in una vivace assemblea.

Quindi, l’attesa omelia del vescovo.

Mons. Pacomio ha sottolineato con due esempi – un racconto letterario sul ‘cuore di mamma’ e una sua esperienza autentica vissuta ad Efeso – l’immenso amore tra madre e figli e  il ruolo di ‘madre’ che la Madonna ha per i cristiani, e non solo per essi, in ogni parte del mondo.

Un bambino, Lorenzo Viglione, a nome dei numerosi bambini presenti, accompagnato dalle sorelline, dal papà e dalla mamma con in braccio il fratellino, ha presentato al vescovo le ritrovate corone della Madonna e del Bambino.

Il vescovo, come già i suoi predecessori nel 1871 e nel 1921, ha posto le corone ai piedi del quadro della Madonna, mentre il coro dei bambini dei bambini e dei giovani,  guidato da Claudio Daniele eseguiva la Salve Regina.

Il canto delle litanie, proposto da Roberto Fontana, ha coinvolto in seguito tutta l’assemblea.

Dopo la benedizione finale, il vescovo e tutta l’assemblea sono entrati in Santuario per un omaggio all’affresco danneggiato dal gesto sacrilego.

Aldilà di ricordarci il problema dei furti nelle nostre chiese, il fatto deplorevole di San Quirico, che ha profondamente ferito il cuore dei doglianesi,  è stato forse l’occasione per rinvigorire  una fede mariana secolare, ma forse – ogni tanto – appiattita un po’ sulla tradizione, contro cui ci deve essere un crescente impegno da parte di tutti.

Espressive, a questo riguardo, le parole del vescovo: coloro che hanno compiuto il furto – come chi compie atti criminosi in genere – sono persone che cercano ‘scorciatoie’ per soddisfare una sete d’amore che non riescono ad appagare, in un mondo sempre più dominato da falsi idoli e falsi valori creati dalla società di oggi.

Il vescovo ha concluso con un messaggio di fede e di speranza: tutti – non solo politici e amministratori pubblici – possono e devono fare qualcosa; come impegno per tutti, ha suggerito tre ave marie da recitare tutte le sere, prima di addormentarsi: una per se stessi, una per le persone care e una per le persone disperate, affinché non si lascino tentare da ‘scorciatoie’ pericolose, ma ritrovino la vera via dell’amore e della fede in Dio e in Maria Santissima.