Data Bollettino :
Dicembre 2002
Autore :
Argomento : Cappelle
Titolo : La cappella di San Martino è tornata
all’antico splendore
Sottotitolo :
Inaugurata sabato 16 novembre con grande partecipazione di pubblico
Inaugurata sabato 16 novembre con grande partecipazione di pubblico
La cappella di San Martino è tornata all’antico splendore
DOGLIANI . E’ stata festa grande sabato 16 novembre presso la cappella di San Martino in Pianezzo, non solo per la ricorrenza annuale del patrono della frazione, ma soprattutto per l’inaugurazione della Chiesa completamente restaurata e consolidata nelle sue strutture portanti.
Nonostante la pioggia torrenziale che cadeva da giovedì, trasformando in un immenso pantano i verdi prati che circondano la chiesa, i fedeli non si sono scoraggiati, e sono accorsi numerosissimi alla S. Messa celebrata da Don Luigino.
Tra il folto pubblico che gremiva la chiesa, il sindaco Bernardino Chiappella, lo storico prof. Giuseppe Martino, i progettisti e direttori del cantiere arch. Bruno Giribaldi e arch. Remigio Camilla, e gli esecutori dei lavori, i f.lli Bergamino di Lequio Tanaro.
E’ così stato realizzato il sogno, di Don Luigino e di molti frazionisti, di riportare la chiesa al suo antico splendore.
Fra
le cappelle che caratterizzano il territorio doglianese, quella di San Martino
è senz’altro una delle più antiche. Si tratta di un edificio a pianta
rettangolare ad una navata, con accanto il campanile a pianta quadrata.
Adagiata sul punto più alto della collina, a 550 metri slm, è un punto
panoramico unico: da qui la visuale spazia maestosa non solo su Dogliani, ma
sui vigneti della Langa doglianese che si rincorrono fino a Monforte e Roddino,
sostituiti dai boschi e pascoli di Bossolasco e Murazzano e, dall’altro versante, sulla pianura cuneese e
monregalese; il tutto nella cornice delle nostre montagne, dalle Alpi Liguri al Monte Rosa.
La prima notizia sulla cappella risale al 1596, ma allora la chiesa era molto più piccola dell’attuale.
Infatti,
l’abside è stato aggiunto nel 1800,
compromettendo anche la stabilità dell’intero edificio.
La
situazione di degrado ed i rischi di smottamento del terreno facevano
seriamente temere per la stabilità della costruzione.
Così,
un paio di anni fa, un gruppo di frazionisti (Mario Boschis, i fratelli
Giacinto e Silvano Valletti, il commercialista Severino Valletti e altri) con
Don Luigino si sono attivati per promuovere il restauro, e il progetto – con le dovute autorizzazioni
(Curia diocesana, Soprintendenze per i Beni Artistici e Architettonici, per il
Patrimonio Storico e Artistico e Archeologico del Piemonte) è stato approvato.
Per
far fronte alle ingenti spese, si è poi
bussato al fondo dell’8 per mille, al Comune di Dogliani e alla Regione
Piemonte, ma i fondi non erano ancora sufficienti; i
frazionisti allora deciso di auto-tassarsi per integrare le risorse
finanziarie, e così, lo scorso, è stato possibile aprire i cantieri.
Un’opera
che ha impegnato per mesi sia l’impresa
di costruzioni, sia gli architetti progettisti.
E’
stato completamente rifatto il tetto della Chiesa e del campanile, le fessure sono state risarcite con la
tecnica ‘cuci e scuci’, e le fondazioni consolidate con la collocazione di
micropali legati da una travatura ancorata lateralmente alla costruzione nella
parte iniziale della navata.
Gli
intonaci esterni sono stati ripristinati con materiale a base di calce.
Anche
l’area adiacente alla cappella è stata risistemata con la costruzione di un
marciapiede con pietre di fiume, mentre l’atrio è stato costruito con pietre di
Langa.
Sono
inoltre stati ripuliti tutti gli interni ed è stata restaurata anche la
stupenda pala d’altare ottocentesca, raffigurante San Martino con la Madonna e
San Rocco.
I
lavori sono stati eseguiti dalla restauratrice doglianese Francesca Bruno che,
con la sua consueta professionalità, ha restituito i colori originari ad
un’opera quasi compromessa da due secoli di vita e dall’assenza di
manutenzione.
La
pala, dopo essere stata benedetta dal vescovo sabato 2 novembre, è da poco
tornata nella sua sede naturale e, così,
entrando in Chiesa, tutti hanno potuto ammirare una magnifica opera
d’arte nella sua bellezza originaria, che neanche i nostri nonni, ormai,
ricordavano più.
Sabato
16 novembre é stata.davvero una giornata di festa con la F maiuscola, dove
nessuno ha sofferto il freddo e l’umidità, o si è rattristato per il
grigiore del cielo, perché la gioia e la serenità hanno riscaldato il cuore e illuminato l’atmosfera.
Ma
il cammino prosegue: dopo aver riconsegnato -
completamente restaurata e consolidata -
la cappella di S. Martino ai suoi frazionisti, è intenzione della
parrocchia, compatibilmente con le risorse a disposizione, continuare
l’impegnativa opera di recupero del cospicuo patrimonio artistico disseminato
nelle molte cappelle di Dogliani, e spesso in condizioni di notevole degrado.
Le
motivazioni non sono solo storico-artistiche (conservare e valorizzare per il
futuro un patrimonio che i nostri padri ci hanno tramandato spesso con grandi
sacrifici), ma soprattutto spirituali:
le cappelle e le opere di arte sacra sono – infatti – segni visibili che ci richiamano alla fede, alla
fraternità e all’amicizia.